Il Blog del Partito che serve all'Italia

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Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 1 per iscriversi e votarlo: introduzione della sovranità popolare e politica di una moneta non a debito

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 2 per iscriversi e votarlo

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 3 per iscriversi e votarlo

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 4 per iscriversi e votarlo: riduzione drastica di tutte le aliquote fiscali per famiglie e imprese-specie piccole e medie- e impegno solenne a realizzare tale misura, al contrario di partiti vecchi e nuovi

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 5 per iscriversi e votarlo: il PSAI eliminerà qualsivoglia clausola segreta che limiti la sovranità italiana nel contesto internazionale

Nino Galloni espone le sue prime proposte programmatiche per il Partito che serve all’Italia (PSAI), in vista dell’incontro di domenica 10 febbraio 2019, ore 9, al Teatro Petrolini di Via Rubattino 5, Roma, zona Testaccio

Mauro Grimolizzi espone le sue prime istanze programmatiche per il “Partito che serve all’Italia” (PSAI), in vista dell’incontro di domenica 10 febbraio, ore 9, al Teatro Petrolini di Via Rubattino 5, Roma, zona Testaccio

 

sottoponiamo alla pubblica valutazione le seguenti, prime istanze programmatiche proposte da Marco Moiso

, tra gli iscritti all’Assemblea Costituente del “Partito che serve all’Italia”, con l’osservazione preliminare che ogni membro costituente del PSAI ha titolo- nella stessa misura di Nino Galloni, Mauro Grimolizzi, Marco Moiso o altri- a proporre analoghe o differenti suggestioni progettuali e programmatiche, ma il vaglio e la deliberazione di quali proposte verranno accolte effettivamente (e quali no) nel primo Programma del PSAI spetteranno soltanto all’Assemblea Costituente del “Partito che serve all’Italia”, dove democraticamente ogni testa e ogni cuore avrà un voto valido per scegliere e votare (sia sui Programmi che sullo Statuto e la Dirigenza del PSAI).

Di ciò e di altre istanze programmatiche che ogni iscritto all’Assemblea Costituente del PSAI potrà formulare e far mettere a verbale, si parlerà nel prossimo incontro di domenica 10 febbraio 2019.
Appuntamento domenica 10 febbraio a Roma, ore 9, presso il Teatro Petrolini, in Via Rubattino 5, zona Testaccio.
Vi sarà comunque un servizio d’ordine e non potranno partecipare all’incontro giornalisti o semplici curiosi/simpatizzanti.
Saranno ammessi ad entrare solo coloro che si siano debitamente iscritti all’Assemblea Costituente del “Partito che serve all’Italia” (PSAI).
Come iscriversi all’Assemblea Costituente del Partito che serve all’Italia (PSAI)?

Facilissimo!

Basta seguire le semplici istruzioni illustrate in: https://www.ilpartitocheserveallitalia.it/#iscrizioni e Iscrizione all'assemblea costituente del Partito che serve all'Italia - Il Partito che serve all'Italia.

Ecco, comunque, il testo delle attuali proposte di Marco Moiso, iscritto al PSAI che si è preso anche la briga di diffonderne e spiegarne il Progetto nella sua cerchia di relazioni e di far iscrivere alcuni propri familiari, amici e conoscenti:

 

PREMINENZA DELLA POLITICA SULLECONOMIA.

La politica si piega alle teorie economiche neoliberiste ed é incapace di proporre nuove ricette economiche di stampo sociale e liberale.

Ritengo che la politica, e quindi gli interessi del popolo, possano e debbano determinare alcune scelte fondamentali di natura economica. L’economia deve diventate quindi uno strumento di azione politica, nel rispetto del libero mercato, e non un agente limitante o determinante della sua azione.

 

RIABILITAZIONE E RILANCIO DELLA POLITICA E DELLA CLASSE POLITICA

La politica è sempre più lontana dai bisogni dei cittadini e si piega alle regole e agli interessi di poteri e reti private.

Ritengo necessario investire economicamente e culturalmente nella costruzione e nell’allargamento di una classe politica incorruttibile ed operante nell’interesse della collettività, anche tramite processi di democrazia dal basso e di democrazia diretta.

 

COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL DIRITTO AL LAVORO

Lo Stato viene sempre meno considerato come motore dell’economia. Invece di creare benessere, le istituzioni pubbliche si ritraggono seguendo le politiche dell’austerity e dello Stato minimo.

Ritengo che le istituzioni debbano svolgere un ruolo di primo piano nel creare condizioni economiche che garantiscano lavoro alla cittadinanza. Ritengo dunque necessario costituzionalizzare il diritto al lavoro con l’obiettivo di raggiungere la piena occupazione. La piena occupazione non solo permetterà a ciascun individuo di realizzare il proprio potenziale e i propri progetti, ma anche al sistema economico di ripartire, grazie ad una maggiore domanda di prodotti e servizi da parte di una popolazione tutta dignitosamente retribuita.

 

ELIMINAZIONE DALLA COSTITUZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO

Si usa una crisi indotta e fittizia di risorse economiche per giustificare politiche di austerity e di riduzione progressiva dello stato sociale.

Per far ripartire l’economia del Paese - e per creare mercato - bisogna favorire politiche economiche espansive volte a generare domanda di prodotti e servizi. Lo Stato deve dunque creare nuovi posti di lavoro tramite investimenti strategici volti a generare nuove assunzioni sia nel settore pubblico che in quello privato. È dunque urgente eliminare il pareggio di bilancio dalla costituzione per liberare le energie economiche del Paese.

 

SEPARAZIONE TRA BANCHE DAFFARI E BANCHE PER IL CREDITO ALLE IMPRESE ED ALLE FAMIGLIE

Le attuali regole del sistema bancario permettono investimenti in attività finanziarie del quale fallimento possono pagare le conseguenze i correntisti.

Ritengo urgente implementare in Italia qualcosa di simile al rooseveltiano Glass-Steagall Act, e nazionalizzare alcuni istituti bancari che possano svolgere un ruolo strategico in servizio di imprese e famiglie, pur nella sussistenza di un mercato economico-finanziario libero e privato.

 

SOVRANITÀ POPOLARE SOSTANZIALE NELLA GOVERNANCE EUROPEA, NAZIONALE E LOCALE

Questa dis-Unione Europea, tecnocratica e talora eterodiretta da privati gruppi d’interesse, ha tradito il suo mandato a tutela di democrazia, libertà e giustizia sociale. D’altronde, il neoliberismo pone la necessità di avere istituzione politiche e giuridiche con una influenza sufficiente a regolamentare interessi economici di natura privata ed internazionale, a tutela dei cittadini e della collettività.

Propongo di lavorare alla costruzione di una nuova Europa, politicamente coesa e fondata su una costituzione politica largamente condivisa, che abbia l’obiettivo di tutelare democrazia, sovranità popolare, stato di diritto e giustizia sociale. In alternativa, provvisorio ritorno alla sovranità nazionale per realizzare i medesimi obiettivi.

 

DRASTICA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE DIRETTA E INDIRETTA

Oggi vive un mito secondo il quale l’unico sistema per garantire il welfare system sia quello di aumentare la pressione fiscale, con un uso sistematico delle tasse per ripianare debito e deficit pubblico.

In una prospettiva lucidamente keynesiana (aggiornata al XXI secolo globalizzato), ritengo che da un lato una spesa pubblica strategica e lungimirante, dall’altra una drastica riduzione fiscale, possano generale le risorse per l’incremento ad un indispensabile stato sociale.

 

ISTITUZIONALIZZAZIONE DEL RUOLO DELLA SICILIA   COME AVANPOSTO PER LO SVILUPPO POLITICO-ECOMOMICO DEI PAESI MEDITERRANEI

L’Italia e l’Unione Europea [UE] si sono mostrate incapaci di guidare un piano di sviluppo e di cooperazione politica ed economica con i paesi africani dell’area mediterranea.

Ritengo che la Sicilia – per la sua posizione geografica e come parte del territorio nazionale che ha subito maggiormente gli oneri e le difficoltà dell’accoglienza – sia l’avamposto politico-economico idoneo a trattare direttamente e in prima istanza tutte le questioni riguardanti lo sviluppo dei paesi mediterranei della sponda africana. Detto ruolo istituzionale, con le relative risorse, dovrà essergli riconosciuto anche dall’Unione Europea.

 

TUTELA DELLA LIBERTÀ E DI UN REALE PLURALISMO DEI MEZZI D’INFORMAZIONE

Si è permesso il progressivo accentramento degli organi mediatici nella mani di pochissimi gruppi d’influenza, riducendo drasticamente la pluralità dell’informazione.

Ritengo necessario garantire la credibilità dei mezzi d’informazione - mainstream o indipendenti - attivando una importante allocazione di risorse a vantaggio di una significativa pluralità di organi mediatici, in grado di assicurare un elevato tasso di competenza giornalistica e culturale.