ATTENZIONE: Tutti i soci del PSAI hanno diritto a partecipare alla definizione del programma politico.

In preparazione dell’Assemblea Costituente, vi invitiamo a mandare i vostri spunti programmatici e le vostre riflessioni in generale sul Partito che serve all'Italia alla seguente email: redazione@partitocheserveallitalia.it.  Le proposte saranno condivise sul blog, valutate e poi messe in discussione e votate dall’Assemblea stessa.

Il Blog del Partito che serve all'Italia

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Invitiamo a meditare su

http://www.libreidee.org/2019/01/magaldi-la-sinistra-ignorante-che-vorrebbe-spegnere-rinaldi/

Integrando con la lettura di queste considerazioni e scambi dialettici via facebook:

 

C’ERA E C’E’ SINISTRA E SINISTRA. SOCIALISMO E SOCIALISMO. MUSSOLINI, BOMBACCI, TOGLIATTI, GRAMSCI E BORDIGA NON ERANO TURATI, MATTEOTTI, PERTINI, SARAGAT E ROSSELLI.

C’è sempre stata sinistra e sinistra. Benito Mussolini e Nicola Bombacci erano socialisti massimalisti che attaccavano i socialisti riformisti e democratici, determinandone la marginalizzazione nel Partito Socialista Italiano (di cui Bombacci fu addirittura Segretario). Bombacci, adoratore di Lenin, addirittura passò nel Partito Comunista d’Italia durante la scissione del 1921. Poi il socialista rivoluzionario e massimalista di estrema sinistra Mussolini creò il Fascismo: ne divenne il Duce. E il socialista-comunista Bombacci si ritrovò tra le camice nere dell’amico Benito già negli anni ’30, sino ad aderire persino alla Repubblica Sociale Italiana, la famigerata Repubblica di Salò. C’erano poi i socialisti massimalisti che attaccarono e demonizzarono, con la bava alla bocca, financo il Padre del Socialismo italiano Filippo Turati, reo di aver contestato l’appiattimento di costoro e dei comunisti all’URSS e ad una prospettiva rivoluzionaria e violenta, invece di imboccare la via del socialismo riformista e democratico. Questi stessi socialisti massimalisti e comunisti (alcuni dei quali, come Bombacci, passarono disinvoltamente tra le camice nere durante il Ventennio, salvo ritornare comunisti alla caduta del Duce) costrinsero alla marginalizzazione socialisti democratici e riformisti del calibro di Giacomo Matteotti, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat.
Ecco, noi non sappiamo di quale sinistra siano sinistrorsi Steven Forti e i suoi modelli ideologici di riferimento. Forse di una sinistra neo-massimalista, dogmatica, squadrista e indisponibile al dialogo liberale e democratico?
Noi, tra i socialisti e autentici uomini di sinistra in senso novecentesco, ammiriamo soprattutto personaggi come Turati, Matteotti, Pertini e Saragat.
E, più ancora, prendiamo a modello gente come i socialisti Carlo e Nello Rosselli, ammazzati dai fascisti a Parigi nel 1937 e odiati dai comunisti e dai massimalisti del socialismo ancor più che dagli sgherri di Mussolini.
Carlo Rosselli, colui che nel 1930 scrisse “Socialismo liberale”, un libro che consigliamo di leggere e recensire dalle parti di Steven Forti, di “Rolling Stone e di altri gruppi politici, culturali e giornalistici di sedicente sinistra.
Magari, leggendo il capolavoro di Rosselli, sarà possibile conoscere quale sia l’ideologia del metapartitico Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com) e quali influenze avranno diritto di cittadinanza, insieme ad altre, nel “Partito che serve all’Italia” (https://www.ilpartitocheserveallitalia.it/ ).
Si guardi/legga anche: https://www.youtube.com/watch?v=vGBC7KnaLKA e http://www.democraziaradicalpopolare.it/Steven-Forti-Rolling-Stone-la-scorrettezza-di-certa-informazione-e-Il-Partito-che-serve-all-Italia.html e http://www.democraziaradicalpopolare.it/Antonio-Maria-Rinaldi-Steven-Forti-Rolling-Stone-Neolingua-orwelliana-liberta-e-correttezza-della-stampa.html

 

Samuele Burlamacchi Consiglierei il ministro dell'istruzione di improntare i libri di storia politica del '900 sulla tua analisi , inerente le drammatiche divisioni storiche del partito socialista, che portarono uomini , anche di valore, a combattersi aspramente, fino ad ammazzarsi tra loro. La parabola di Nicola ( Nicolino, per gli amici, romagnolo come Mussolini e Nenni ) Bombacci che finì appeso per i piedi a Piazzale Loreto è quanto mai drammatica, lacerante, e al contempo paradigmatica della storia dell'intero PSI.

 

Cristina Allodi Bravissimo

 

Roberto Randazzo Magaldi non è solamente un intellettuale dalle grandi doti ma con questa franca presa di posizione pubblica, che dopo decenni di occultamento viene finalmente riproposta in Italia, è un vero e proprio Eroe [e con la E maiuscola].

 

Enrico Pescatore A Gioele Magaldi non viene data la possibilità di parlare in TV, vikipedia lo snobba, ha avuto problemi anche in trasmissioni radio web....solo Perché è un uomo di grande cultura, di grande senso civico e democratico un uomo di alto spessore. In TV devono andare solo politici servi,ignoranti. Così l'Italia non si può salvare, dobbiamo cambiare registro e puntare su persone di livello,persone come Gioele

 

Pietro Esposito Mi fa piacere che Magaldi sottolinei l'anima socialista di Mussolini e del fascismo come conseguenza ,confermando come la destra non abbia nulla da spartire con il fascismo.Seguendo questo giusto ragionamento si può dire che il comunista Salvini sia fascista

 

Gioele Magaldi Caro Pietro Esposito, la destra italiana del tempo ebbe molto a che fare con Mussolini. Sedicenti liberali, nazionalisti e conservatori dapprima fiancheggiarono e stimolarono la trasformazione dei Fasci di combattimento e del Fascismo di San Sepolcro del 1919 (che aveva tratti socialisti, democratici, laici e progressisti) in un movimento reazionario. Poi furono accanto a Mussolini nel suo primo governo del 1922 (insieme persino ai Popolari e a frange sedicenti democratiche), infine confluirono in vario modo nel regime del Ventennio. L'ex comunista Matteo Salvini non è un fascista, bensì un uomo politico la cui maturazione si è attualmente bloccata (dopo l'interessante e benemerita acquisizione di istanze nazionali e non più nordiste e anti-meridionali e di suggestioni post-keynesiane in economia) e che adesso rischia di andare verso la rovinosa prospettiva, specie in Europa, di un'alleanza tra Popolari e Sovranisti nazionalisti (gli stessi che, in Ungheria e Polonia, sono stati i primi ad affossare l'originaria manovra economica del Governo Conte). Cari saluti. Gioele

 

Eugenio Iorio Hai sbagliato la collocazione di Gramsci.

 

Marco Moiso Chiedi a Gioele ...

 

Eugenio Iorio Marco Moiso io ho studiato Gramsci e vengo da una famiglia socialista lombardiana. La politica va studiata prima di parlarne.

 

Marco Moiso ... ecco, e direi di iniziare facendo attenzione ai post... ti ho detto che questo è un post di Gioele. Digli pure di studiare...

 

Eugenio Iorio Caro Gioele Magaldi mi sa che Gramsci va studiato meglio. Ti consiglio di rivedere la sua posizione critica su Stalin e Togliatti. E di rileggere il suo unico discorso alla Camera che ben conosci.

 

Eugenio Iorio Marco Moiso contento?

 

Marco Moiso Detto questo, cercherò di studiare più e meglio, come faccio già, ogni giorno in cui mi è dato
Impegnarmi per la collettività tramite la mia azione politica. Ma permettimi di fare una riflessione: non coprirò mai, nessuno coprirà mai, tutto lo scibile …Altro...

 

Eugenio Iorio Marco Moiso concordo e apprezzo.

 

Marco Moiso Eugenio ... non mi interessa entrare in polemica... ogni discussione puó essere impostata in maniera costruttiva

 

Eugenio Iorio Marco Moiso accetti un regalo?

 

Marco Moiso Ma certo, sopratutto se è da leggere

 

 Eugenio Iorio Marco Moiso quando sarai a Roma ti porto questo libro https://www.donzelli.it/libro/9788860366788

donzelli.it

I due carceri di Gramsci

 

Marco Moiso Bene, grazie. Molto gradito. Spero di vederti il 10 Febbraio per la riunione della Partito che serve all’Italia.

 

Eugenio Iorio Spero di passare, come ogni volta. A volte mi riesce, a volte no purtroppo.

 

Marco Moiso A presto allora

 

Eugenio Iorio Un abbraccio.

 

Gioele Magaldi Caro Eugenio Iorio, anzitutto ciao. Spero tu stia bene. E auspico di rivederti presto, perché la tua compagnia è sempre simpatica e stimolante. Ciò, premesso, invece di pensare di poter dare lezioni a Marco Moiso o al sottoscritto sulla "politica che va studiata prima di parlarne", rifletti tu prima di fare affermazioni incaute e inconsistenti. Tu hai studiato Gramsci e vieni da una famiglia socialista lombardiana? Io ho studiato Gramsci quando avevo i calzoni corti, avendo un padre comunista che militava nel PCI, scriveva articoli per l'Unità e frequentava gli ambienti di Trombadori, Napolitano, Berlinguer e altre "correnti" del Comunismo italiano dell'epoca. Scrivi (molto incautamente, con non poca presunzione e saccenza) che si sarebbe sbagliata la "collocazione di Gramsci" e che costui sarebbe stato critico con Stalin e Togliatti? Ma, Eugenio caro, tutti i dirigenti (dapprima socialisti) e poi comunisti sia dell'epoca di Lenin che di quella di Stalin (almeno sino a un certo periodo, cioè sino agli anni '30) si criticavano platealmente a vicenda (dopo lo avrebbero fatto in modo più occulto, ma non meno velenoso). E che cosa conta, quanto alla collocazione di Gramsci (pur nelle differenze di pensiero e di indole) nel campo dei marxisti comunisti, dei teorici della rivoluzione del proletariato (sebbene da attuarsi sapientemente e subdolamente, mediante tattiche graduali di convergenza strumentale e provvisoria con forze socialiste democratiche) della lotta di classe? Gramsci non era un socialista riformista, mio caro. Si favoleggiò di un tardivo (negli ultimi anni del carcere) affrancamento di Gramsci dall'impostazione comunista ma, appunto, egli era soltanto in dissidio con chi allora dirigeva il Partito Comunista. E l'amicizia con Sandro Pertini non faceva certo di Gramsci un socialdemocratico, tanto per intenderci. In (provvisoria) conclusione, caro Eugenio Iorio, ti consiglio di studiarti la polemica che mise in contrasto Antonio Gramsci, Benito Mussolini e Piero Gobetti a proposito della vera cifra del pensiero di Niccolò Machiavelli. Da quella polemica emerse con chiarezza che, seppure da fronti diversi (un tempo lo stesso fronte, quello del socialismo massimalista italiano), sia Gramsci che Mussolini avevano un'idea non democratica e non liberale della società. Piero Gobetti invece si. E io scelgo volentieri Gobetti, Rosselli, Pertini e Saragat quali precursori di un'idea politica buona per il XXI secolo, non certo Gramsci o altri "idoli" della tradizione comunista. Quanto al suo unico discorso alla Camera sulla Massoneria, lo conosco bene e lo apprezzo, ma con alcuni "distinguo", di cui magari parleremo in altra sede. Abbracci, un caro saluto e a presto. Gioele

 

Eugenio Iorio Caro Gioele Magaldi, lo studio è diacronico per sua stessa natura. Mi meraviglia che tu tenga conto solo di alcuni aspetti e non dell'evoluzione stessa del pensiero. Detto ciò Lombardi che sarà legato ai Rosselli, è uno dei pochi contrariamente ai comunisti ad aver provato a farlo *evadere* da carcere.

 

Gioele Magaldi Caro Eugenio Iorio, io tengo conto dell'evoluzione del pensiero di tutti, compresa quella di Gramsci. Nondimeno, ritengo che Gramsci, pur nelle differenti fasi del suo pensiero (certamente affascinante e degno di studio, ancorché da me non apprezzato sul piano strettamente ideologico) non sia mai - e sottolineo mai- approdato ad una declinazione del socialismo in senso democratico e liberale.

 

Eugenio Iorio Socialdemocratico si, nella sua ultima fase. Fase poco conosciuta ed anche eretica. Era questo il motivo per cui ho consigliato di studiare. Gramsci ha influenzato in molti da Wittgenstein a Lombardi, andrebbe studiato con molta più attenzione. La resa pop da parte del PCI di Gramsci ha provato a nascondere la sua eresia. A un fine e acuto studioso come te riscoprire Gramsci potrebbe piacere. Cari saluti.

 

Gioele Magaldi Inoltre, caro Eugenio Iorio, pur apprezzando l'intenzione del famoso ed unico discorso di Gramsci in Parlamento e pur riconoscendo lo spessore intellettuale gramsciano in generale, ritengo che in quell'orazione egli abbia sbagliato proprio sul piano dell'interpretazione storica, socio-antropologica e politologica, alludendo alla Massoneria come "Il Partito della Borghesia". Come ho cercato di spiegare nel libro Massoni. Società a respnsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges e in tanti altri miei interventi, la Libera Muratoria, semmai, è stata un soggetto rivoluzionario inter-classista, capace di affratellare su comuni principi e obiettivi aristocratici progressisti, borghesi grandi, medi e piccoli e persino popolani consapevoli

 

Gioele Magaldi Certamente, caro Eugenio Iorio, accolgo il tuo stimolo ad occuparmi più da vicino di Gramsci, per il futuro. Non per studiarlo meglio (giacché l'ho studiato bene e credo di conoscerlo a fondo) ma magari per promuovere un ampio dibattito politico-culturale di alto profilo, che ci consenta di mettere a fuoco, sul piano ideologico, le radici culturali della sinistra novecentesca e le giuste prospettive di un pensiero autenticamente progressista e democratico per il XXI secolo. Anzi, visto che ci siamo e che ti vedo appassionato su Gramsci e dintorni, organizziamo insieme un bel congresso su "Gramsci, Rosselli e le diverse anime del pensiero socialista".

 

Gioele Magaldi L'ultima fase di Gramsci è stata "eretica ed interessante", ma io contesto che sia stata socialdemocratica. Però, di questo, caro Eugenio Iorio, sarà indubbiamente molto interessante parlarne a quel congresso (rooseveltiano) che ti propongo di organizzare insieme.Abbracci e a presto. Gioele

 

Eugenio Iorio Volentieri accolgo l'idea di organizzarci un bel convegno. Rinnovo l'abbraccio.

 

 

 

E poi esortiamo ad iscriversi al “Partito che serve all’Italia” (https://www.ilpartitocheserveallitalia.it/), per le ragioni spiegate qui di seguito e per molte altre ragioni che spiegheremo nei prossimi giorni.

Per iscriversi al PSAI, seguire le istruzioni indicate in https://www.ilpartitocheserveallitalia.it/#iscrizioni e in https://www.ilpartitocheserveallitalia.it/iscriviti.html.

 

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 1 per iscriversi e votarlo: introduzione della sovranità popolare e politica di una moneta non a debito 

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 2 per iscriversi e votarlo

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 3 per iscriversi e votarlo

La Voce Rooseveltiana n.3 e Il Partito che serve all’Italia nel primo appuntamento operativo verso l’Assemblea Costituente: sabato 22 dicembre 2018 ore 14 a Roma a Via Sallustiana 27

Gioele Magaldi racconta puntata 12 e Il Partito che serve all’Italia  

Gioele Magaldi racconta puntata 13, Il Partito che serve all’ Italia e la necessità di eroi al Governo e in Parlamento

Il Partito che serve all’Italia: all’incontro del 10 febbraio 2019 saranno ammessi solo gli iscritti all’Assemblea costituente

Il Partito che serve all’Italia. Motivo numero 4 per iscriversi e votarlo: riduzione drastica di tutte le aliquote fiscali per famiglie e imprese-specie piccole e medie- e impegno solenne a realizzare tale misura, al contrario di partiti vecchi e nuovi

La Voce rooseveltiana n. 4 e il Partito che serve all’Italia nel suo prossimo appuntamento di domenica 10 febbraio 2019 mattina a Roma

 

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